Avevamo detto presto.
Ed eccoci qui.
Il nome
Si chiama Zefira.
Zefiro — in greco antico — è il vento di ponente. Il soffio gentile che arriva dall’occidente, che asciuga, rinfresca, porta con sé la qualità dell’aria aperta.
È il vento che non smette mai a Curbici, che scorre tra i filari di Floriana e Marta e si deposita nel vino: quella leggerezza in ogni sorso che non ci si spiega subito, finché non si ricorda da dove viene.
Zefira è la forma femminile. Come il vino.
Come le vignaiole che lo coltivano.
Lo abbiamo cercato a lungo, questo nome.
Ne abbiamo detti tanti ad alta voce, li abbiamo fatti girare in bocca, aspettato di vedere come si sentivano. Zefira era tra quelli — e quando l’abbiamo pronunciato, era chiaro: non poteva essere altrimenti.
La vigna
Floriana Scardino e Marta Nicolino coltivano questa vigna come si custodisce qualcosa di prezioso: con calma. Il Nerello Mascalese — vitigno dell’Etna che a Camporeale ha trovato una casa inaspettata — cresce a 500 metri sul livello del mare, su un suolo argilloso e limoso che lavora in silenzio.
Trattiene l’umidità giusta, lascia che le radici trovino profondità, porta al vino quella tensione minerale che non si costruisce in cantina — si lascia emergere, o non c’è.
C.da Curbici: un nome antico. E il vino che nasce qui ha qualcosa di preciso, di riconoscibile.
Quella finezza che il terroir imprime senza che nessuno lo chieda.
Come nasce
Otto giorni di macerazione. Fermentazione malolattica spontanea. Quattro mesi in acciaio, sui propri lieviti. Null’altro.
Nicola Colombo, il nostro enologo, ha accompagnato Zefira con la discrezione che si deve a qualcosa di già compiuto. Il suo lavoro è stato fondamentale soprattutto nell’ascolto: capire quando non intervenire, cosa non aggiungere, dove fermarsi.
Il risultato è un rosso di rubino tenue, quasi trasparente alla luce. Profuma di viola, di ciliegia, di piccoli frutti rossi appena colti. Il tannino è setoso — quella parola spesso abusata che qui dice, questa volta, esattamente la verità.
Il finale è lungo e leggero, come una brezza che non vuoi che finisca.
Si serve fresco, intorno ai 12 gradi. È un vino che manda in crisi qualche pregiudizio sui rossi: ha la bevibilità di un bianco e la profondità di un CRU.
Quando arriva
Le etichette sono in stampa. Le bottiglie saranno disponibili entro fine mese — e quando arriveranno, ve lo diciamo subito.
Se volete essere tra i primi a saperlo, potete contattarci via email a commerciale@valdibella.com. Vi avvisiamo non appena Zefira è disponibile.
Preparatevi a incontrarla.
Valdibella — Cooperativa agricola biologica, Camporeale (PA)