C’è qualcosa di straordinario nel trasformare un peperone ammaccato o un’arancia di scarto in nutrimento per il suolo. È esattamente quello che è successo durante l’incontro del 30 e 31 maggio alla Cooperativa Valdibella: due giorni di pratica intensa, domande concrete e scoperte che restano.
Il punto di partenza: il suolo al centro
Prima di mettere le mani in pasta — o meglio, nel compost — il formatore Matteo Mancini ha riportato il gruppo a ciò che davvero conta: la sostanza organica nel suolo. Non come concetto astratto, ma come urgenza concreta per ogni azienda agricola. Dobbiamo reinserirla. E i preparati realizzati durante il corso sono esattamente gli strumenti per farlo: fonti di sostanza organica e di microrganismi capaci di processarla, nei posti giusti, al momento giusto.
Due cumuli di compost: quando lo scarto diventa risorsa
Il momento più tangibile del weekend è stato la costruzione di due cumuli di compost realizzati con il materiale di scarto del laboratorio e della cooperativa: peperoni, arance, e altri residui della lavorazione del fresco.

Ingredienti che in altri contesti finirebbero in un cassone dei rifiuti, qui diventano qualcosa di prezioso. Mancini l’ha detto chiaramente: Valdibella è tra le poche cooperative in Italia ad avere il privilegio di disporre di scarti di questa qualità. Basta organizzarsi per usarli. Una riflessione che non vale solo per la cooperativa, ma per chiunque voglia iniziare a guardare gli “avanzi” della propria azienda con occhi nuovi.


Il tè di compost: fertilità liquida che perdona
Tra le preparazioni più apprezzate del weekend c’è stato il tè di compost: un’estrazione per infusione da compost maturo, il cui liquido viene poi utilizzato per fertilizzare foglie e fogliame.
Quello che ha sorpreso di più i partecipanti? La sua flessibilità. Esiste una ricetta, sì — ma il tè di compost sa essere generoso con chi sbaglia le proporzioni o i tempi. Si può variare molto: quantità degli ingredienti, tempi di incubazione. Funziona comunque. Un’apertura che abbassa la soglia d’accesso a chi si avvicina a queste pratiche per la prima volta.

Il fermentato: nutrienti pronti all’uso
L’ultimo preparato è il fermentato, un inoculo pensato per la fertilizzazione diretta. Mentre il tè di compost agisce principalmente come inoculo di microrganismi — quelli che andranno a trasformare i nutrienti già presenti nel suolo — il fermentato quei nutrienti li porta con sé. Un approccio complementare, realizzato anche questo con materiali reperibili e una tecnica accessibile.

Il valore delle domande pratiche
Quello che ha reso questo incontro speciale non è stato solo il contenuto tecnico, ma il modo in cui gli agricoltori presenti si sono messi in gioco: con domande concrete, dirette, spesso non tecniche — ma orientate a capire come applicare tutto questo nella loro realtà quotidiana.

Perché in fondo è proprio questo il cuore della SPAE: non formare esperti che sanno parlare di suolo, ma persone che sanno prendersi cura del suolo. Con le mani, con la testa, e con tutto ciò che già hanno intorno.

Vuoi partecipare ai prossimi incontri? Scrivici a spae@valdibella.com o visita la pagina dedicata sul nostro sito.