In Sicilia, per generazioni, la scelta più comune è stata un’altra: andarsene.
Lasciare la terra dei nonni, i terreni frazionati, la fatica di un mestiere che sembrava non avere futuro. Andare a cercare altrove quello che la campagna, da sola, non riusciva più a garantire.
A Camporeale, venticinque anni fa, un gruppo di agricoltori ha deciso di fare l’esatto contrario. Valdibella nasce da lì: dall’idea che restare a coltivare la terra potesse essere di nuovo una scelta dignitosa, non una condanna. Da allora la cooperativa ha continuato a scommettere sulle stesse persone: i giovani che, invece di partire, scelgono di restare.
Un uliveto non si eredita soltanto, si sceglie

Antonio Accardo è il più giovane di una famiglia di agricoltori. Figlio di un socio fondatore della cooperativa, ha ereditato l’azienda di famiglia, ma non si è limitato a mandarla avanti: l’ha trasformata, puntando sulla biodiversità come hanno fatto tutti gli altri soci. Oggi i suoi venti ettari tra vigneti, uliveti, frutteti e seminativi convivono nello stesso podere, coltivati secondo gli stessi principi agroecologici.
Non è un caso isolato. Tra i soci che coltivano olivo a Valdibella ci sono Vincenzo, Salvatore, Anna Pia e lo stesso Antonio, persone che avrebbero potuto fare altro, altrove, e hanno scelto di restare in Sicilia a coltivare in modo ecologico. È una scelta che si vede nel modo in cui lavorano la terra: senza chimica di sintesi, con la pazienza di chi pensa alla campagna come a qualcosa da restituire, non solo da sfruttare.

La cooperativa come infrastruttura
Restare non basta, da soli. Serve una struttura che renda possibile restare nelle migliori condizioni possibili per un lavoratore: un agronomo che segua tutte le produzioni con la stessa cura, una certificazione biologica già in piedi, un mercato già costruito, un prezzo equo garantito a monte.
È questo che Valdibella offre ai suoi soci: non un contratto, ma un’infrastruttura condivisa. Chi entra in cooperativa non deve inventarsi tutto da solo, trova già una comunità che ha risolto insieme i problemi che un giovane agricoltore da solo faticherebbe ad affrontare: dalla trasformazione alla vendita, dalla certificazione alla formazione.
È il motivo per cui oggi cerchiamo ancora nuove braccia e nuove teste, un agronomo, un olivicoltore, chiunque ami la terra come la amiamo noi. Perché ogni persona che decide di restare rende più forte anche chi è rimasto prima.
La qualità che nasce da questa scelta
Tutto questo si traduce in un olio preciso: l’Extravergine Cerasuola, una cultivar autoctona siciliana tipica delle province di Agrigento, Palermo e Trapani, la seconda varietà in Italia per contenuto di polifenoli totali, dopo la Coratina pugliese.
Un patrimonio che i nostri soci preservano con raccolta precoce, a ottobre, e frangitura a freddo sotto i 27°C. Il risultato è un olio verde-dorato, dal fruttato medio-intenso, con note di erbe, carciofo e pomodoro verde, e quel finale amaro e piccante che è la firma sensoriale dell’oleocantale, il composto antinfiammatorio naturale dell’olio d’oliva.

Non è un dettaglio da etichetta: l’olio extravergine d’oliva è l’unico olio vegetale con un claim sanitario approvato dall’EFSA, e la Cerasuola supera ampiamente la soglia di polifenoli richiesta per usarlo. Nessun altro olio vegetale può vantare lo stesso riconoscimento scientifico europeo.
Ogni bottiglia porta con sé una scelta
Quando assaggiate un olio Cerasuola Valdibella, assaggiate anche questo: il lavoro di chi ha deciso, in un tempo in cui partire sarebbe stato più facile, di restare a coltivare la propria terra nel modo giusto.
Non è marketing. È la ragione per cui la cooperativa esiste da venticinque anni, ed è la ragione per cui continuerà a esistere nei prossimi venticinque.
Un modo per iniziare a conoscerlo
A settembre raccontiamo questa storia e la accompagniamo con un gesto concreto:
il 5% di sconto sull’Olio Extravergine Cerasuola.
Vuoi saperne di più? Scrivi a commerciale@valdibella.com
Valdibella — Cooperativa agricola biologica, Camporeale (PA)